FERRARA

Il conto pubblico “rosa” parte da 60mila euro

Il Comune paga 40mila euro più Iva all’organizzazione e 10mila alle associazioni. Parte dei soldi può essere recuperata dalla Regione. Non quantificabile il ritorno

Ferrara in rosa per il Giro D'Italia

FERRARA. Pochi eventi sono in grado di smuovere iniziative private e allargare i cordoni della borsa pubblica come una tappa del Giro d’Italia. Non fa eccezione la partenza della carovana rosa di venerdì dal centro cittadino, con passaggio sul ponte del Po a Pontelagoscuro e sviluppo in terra veneta, verso la Marca trevigiana. La prospettiva di un ritorno d’immagine ai massimi livello, almeno a livello nazionale, con auspicate ricadute promozionali, ha ingolosito i nostri amministratori, che hanno soddisfatto le richieste finanziarie degli organizzatori e si sono pure disposti a sostenere le iniziative collaterali organizzate da commercianti e Uisp.

A questo conto, che sta poco al di sotto di 60mila euro, vanno aggiunti costi difficilmente quantificabili che vanno dagli straordinari dei Vigili urbani agli oneri organizzativi generali, per tacere naturalmente delle riasfaltature della Statale 16 fino al transito sul Po, proprio il tratto stradale che tra pochi giorni sarà demolito per i lavori di sistemazione del ponte.

Vetrine, pink night e menù a colori


L’investimento diretto da parte della città, attraverso il Comune, è appunto misurabile dai contributi mirati. Si tratta anzitutto dei 40mila euro più Iva versato direttamente all’organizzazione della Corsa rosa, «servono a coprire parte dei costi di logistica e di promozione collegata al passaggio del Giro - dice Fausto Molinari, dirigente del Servizio sport del Comune - Si tratta di costi sostanzialmente standard, tenendo conto che gli arrivi sono molto meno costosi delle partenze ma queste ultime, in base alla nostra esperienza, hanno un ritorno proporzionalmente maggiore».

A Palazzo Municipale sono poi giunti progetti collegati alla Corsa rosa, da parte di Ascom, Uisp e Dodici eventi, società legata a Confesercenti. «Si va dalle Vetrine rosa al convegno sui rapporti tra bici e promozione turistica, passando per esposizione bici ed eventi sportivi ciclistici al Motovelodromo» è sempre Molinari a parlare. Questi progetti sono stati finanziati dal Comune complessivamente con 10mila euro.

Parte di queste cifre potrebbe essere recuperata grazie ad uno specifico bando regionale che finanzia gli organizzatori di grandi eventi. Quest’anno il bando dovrebbe essere aperto anche agli enti pubblici, dopo aver aiutato la Granfondo e Corriferrara, e in questo caso il Comune vi parteciperà. Mancherà anche in questo caso, come per le grandi mostre, la misurazione del ritorno economico dei soldi pubblici investiti.

Stefano Ciervo

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